Wednesday, May 28, 2008

Le cause economiche della guerra #2

Di Ludwig von Mises


Il caso della Germania


Voglio spiegare queste conseguenze facendo riferimento, prima di tutto, alla situazione in Germania.

Come tutte le altre nazioni europee, la Germania è povera di risorse naturali. Non può nutrire né coprire la sua popolazione con le proprie risorse nazionali disponibili. I tedeschi devono importare enormi quantità di materie prime e di derrate alimentari e devono pagare queste importazioni di cui hanno un gran bisogno esportando prodotti finiti, la maggior parte dei quali realizzati con le materie prime importate. Sotto la libera impresa, la Germania si è adeguata brillantemente a questa circostanza. Sessanta o settant'anni fa, nei 1870 e nei 1880, la Germania era una delle nazioni più prospere. I suoi imprenditori sono riusciti estremamente bene nella costruzione di fabbriche molto efficienti. L'industria della Germania era la prima nel continente europeo. I suoi prodotti solcavano trionfalmente il mercato mondiale. I tedeschi – tutte le classi della popolazione tedesca – diventavano più prosperi di anno in anno. Non c'era motivo di alterare la struttura del commercio tedesco.

Ma alla maggior parte degli ideologhi tedeschi e degli autori politici, dei professori nominati dal governo e dei capi del Partito Socialista, come pure dei burocrati governativi, il sistema del libero mercato non piaceva affatto. Lo denigravano come capitalista, plutocratico, borghese e come occidentale ed ebreo. Deploravano il fatto che il sistema della libera impresa aveva incorporato la Germania nella divisione del lavoro internazionale.

Tutti questi gruppi e partiti politici volevano sostituire la libera impresa con l'amministrazione di governo del commercio. Volevano eliminare l'incentivo del profitto. Volevano nazionalizzare il commercio e sottometterlo agli ordini del governo. Questa è una cosa comparativamente facile in un paese che in genere può vivere nell'autosufficienza economica. La Russia, occupando la sesta parte delle terre emerse, può fare a meno di quasi tutte le importazioni dall'estero. Ma è diverso per la Germania. La Germania non può evitare le importazioni e conseguentemente deve esportare prodotti finiti. Questo è precisamente ciò che una burocrazia di governo non potrà mai realizzare. I burocrati possono fiorire soltanto in mercati interni protetti. Non sono fatti per competere sui mercati esteri.

Oggi, nella Germania nazista, la maggior parte della gente vuole che il governo controlli il commercio. Ma il fatto è che controllo statale del commercio e commercio estero sono incompatibili. Un commonwealth socialista deve puntare sull'autarchia. È qui che il nazionalismo aggressivo – chiamato un tempo pan-germanesimo, e oggi nazional-socialismo – fa la sua comparsa. Siamo una nazione potente, dicono i nazional-socialisti; siamo abbastanza forti per schiacciare tutte le altre nazioni. Dobbiamo conquistare tutti quei paesi le cui risorse sono essenziali per il nostro benessere economico. Abbiamo bisogno dell'autarchia e quindi dobbiamo combattere. Abbiamo bisogno di Lebensraum (spazio vitale) e di Nahrungs freiheit (libertà dalla scarsità di cibo).

Entrambi i termini significano la stessa cosa, la conquista di un territorio così grande e ricco di risorse naturali che i tedeschi potrebbero vivere senza alcun commercio estero ad un tenore di vita non più basso di quello di qualunque altra nazione. Il termine Lebensraum è abbastanza conosciuto all'estero. Ma il termine Nahrungs freiheit non lo è. Freiheit significa libertà; Nahrungs freiheit significa libertà da una situazione in cui la Germania è costretta ad importare derrate alimentari. È l'unica “libertà” che conta secondo i nazisti.

Sia i comunisti che i nazisti credono che l'essenza di ciò che essi intendono per democrazia, libertà e governo popolare si trova nell'instaurazione di un totale controllo di stato del commercio. Che si chiami questo sistema socialismo o comunismo o pianificazione è irrilevante. A prescindere da come lo si chiama, questo sistema richiede autosufficienza economica. Ma mentre la Russia può, generalmente, vivere nell'autosufficienza economica, la Germania non lo può fare. Di conseguenza una Germania socialista s'impegnerà in una politica di Lebensraum o di Nahrungs freiheit , in altre parole, una politica di aggressione.

Il perseguimento di un programma di controllo statale del commercio finirà per provocare un rifiuto della divisione del lavoro internazionale. Dal punto di vista della filosofia nazista, l'unico modo adeguato di condurre i rapporti internazionali è la guerra. I loro uomini più eminenti si inorgogliscono riportando una citazione di Tacito. Questo storico romano, quasi duemila anni fa, disse che i tedeschi consideravano una vergogna l'acquistare per mezzo del duro lavoro ciò che si potrebbe acquistare con un massacro. Non fu per caso se il kaiser Guglielmo II, nel 1900, elevò gli unni a modello per i suoi soldati. Era il rivestimento di una politica cosciente.


Dipendere dalle importazioni

La Germania non è l'unico paese europeo che dipende dalle importazioni straniere. L'Europa – a parte la Russia – ha una popolazione di circa 400 milioni di persone, più di tre volte la popolazione degli Stati Uniti continentali. Ma l'Europa non produce cotone, gomma, copra, caffè, tè, iuta e molti metalli essenziali. Ed ha una produzione sostanzialmente insufficiente di lana, foraggio, bestiame, carne, pellami e di molti cereali.

Nel 1937, l'Europa ha prodotto soltanto cinquantasei milioni di barili di petrolio, rispetto alla produzione degli Stati Uniti di 1.279 milioni di barili. Inoltre, quasi tutta la produzione europea di petrolio è situata in Romania ed in Polonia orientale. Ma come conseguenza della presente guerra, queste zone rientreranno sotto il controllo della Russia. La fabbricazione e l'esportazione di prodotti finiti sono gli elementi essenziali della vita economica europea. Tuttavia, esportare prodotti finiti è quasi impossibile sotto il controllo statale del commercio.

Tale è la dura realtà che nessuna retorica socialista può scongiurarla. Se gli europei vogliono vivere devono aderire agli sperimentati metodi della libera impresa. L'alternativa è guerra e conquista. I tedeschi l'hanno provata due volte ed hanno fallito in entrambi i casi.

Tuttavia, i gruppi politicamente più influenti in Europa sono lontano dal comprendere l'indispensabilità della libertà economica. In Gran Bretagna ed in Francia, in Italia ed in alcuni paesi più piccoli c'è un potente movimento per il completo controllo statale del commercio. L'argomento per la libertà economica è quasi una causa disperata con i governi di questi paesi. Il Partito Laburista Britannico e quei politici britannici che scorrettamente ancora lo chiamano Partito Liberale, vedono questa guerra non solo come lotta per l'indipendenza della loro nazione, ma anche come niente di meno che una rivoluzione per l'instaurazione del controllo statale del commercio. Il terzo partito britannico, il Partito Conservatore, generalmente simpatizza per questi tentativi. I britannici vogliono sconfiggere Hitler, ma vogliono adottare i suoi metodi economici nel loro paese. Non sospettano che il socialismo di stato in Gran Bretagna vuol dire rovina delle masse britanniche. La Gran Bretagna deve esportare prodotti finiti per comprare materie prime e derrate alimentari dall'estero. Ogni calo nelle esportazioni britanniche abbassa il tenore di vita delle masse britanniche.

Le condizioni in Francia e Italia e nella maggior parte degli altri paesi europei sono simili a quelle in Gran Bretagna.

Nel fornire al consumatore domestico vari beni necessari un governo socialista è sovrano. Il cittadino deve prendere quello che il governo gli dà. Ma la cosa è diversa con una qualsiasi esportazione. I consumatori stranieri comprano solo se sia la qualità che il prezzo del prodotto offerto sono interessanti per lui. In questa arena internazionale dei servizi per i consumatori stranieri, il capitalismo ha mostrato la sua superiore efficienza ed adattabilità. L'alto livello del benessere economico e civilizzazione nell'Europa prebellica non era il risultato delle attività degli uffici e delle agenzie di governo. Era il successo della libera impresa. Quelle macchine fotografiche e quei prodotti chimici tedeschi, quei tessuti britannici, quei vestiti, i cappelli e i profumi di Parigi, quegli orologi svizzeri, e quei lussuosi prodotti in pelle di Vienna non erano il prodotto di fabbriche controllate dal governo. Erano il prodotto dell'infaticabile impegno degli imprenditori per il miglioramento della qualità e l'abbassamento dei prezzi delle loro mercanzie. Nessuno è così spavaldo da supporre che un ente governativo potrebbe sostituire con successo gli imprenditori privati in questa funzione.

Il commercio estero privatamente condotto è un affare privato fra aziende private di diversi paesi. Se ne risulta qualche disaccordo, è un conflitto fra aziende private. Non provocano conflitti nei rapporti politici fra le nazioni. Interessano un sig. Meier e un sig. Smith. Ma se il commercio estero è una questione governativa, tali conflitti si trasformano in problemi politici.

Supponete che il governo olandese preferisca comprare il carbone dalla Gran Bretagna piuttosto che dalla Ruhr tedesca. Allora i nazionalisti tedeschi potrebbero pensare, perché tollerare un simile comportamento da parte di una piccola nazione? Al Terzo Reich sono bastati precisamente quattro giorni per frantumare le forze armate dei Paesi Bassi nel 1940. Riproviamoci! Dopo godremo di tutti i prodotti dei Paesi Bassi, ma senza doverglieli pagare.
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Prima parte.
Terza parte.

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